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Pubblicazione / Publication

La nozione di dato personale. Spunti di riflessione per un approccio interdisciplinare

ENGLISH TITLE

The Notion of Personal Data. Ideas for an Interdisciplinary Approach


Citazione italiana

F. Cirillo, La nozione di dato personale. Spunti di riflessione per un approccio interdisciplinare , in Ciberspazio e Diritto. Rivista internazionale di informatica giuridica, vol. 22, n. 67 (1/2021), pp. 23–40, DOI: 10.53148/1060.

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Cirillo, Francesco. “La nozione di dato personale. Spunti di riflessione per un approccio interdisciplinare.” Ciberspazio e Diritto 22, no. 67 (1/2021): 23–40. DOI: 10.53148/1060.

Abstract

Le nozioni di dato e informazione spesso costituiscono un presupposto indiscusso del discorso giuridico. Tuttavia, i saperi scientifici chiamati a renderne una definizione, dall’informatica alla teoria dell’informazione, dalla filosofia dell’informazione alla fisica, dalla statistica alla semiotica, non sembrano affatto convergere su un approccio univoco. Appare centrale, in questo ambito, la questione filosofica della riferibilità di dati e informazioni alla realtà, che ha ampi risvolti di ordine applicativo, anche con riferimento al diritto della protezione dei dati. In questo contributo, ci si propone di definire le linee essenziali di un possibile approccio interdisciplinare al tema.

Abstract originale.

Abstract esteso

Il contributo esamina la nozione di dato personale partendo da una difficoltà preliminare: il diritto della protezione dei dati dipende da concetti, come quelli di dato e informazione, che sono largamente utilizzati ma non dispongono di una definizione stabile e condivisa. Le definizioni giuridiche non svolgono soltanto una funzione descrittiva. Possono avere anche carattere stipulativo, poiché determinano il perimetro di applicazione delle norme e stabiliscono quali fenomeni debbano essere sottoposti alla regolamentazione.

L’analisi distingue i differenti significati attribuiti ai termini «dato» e «informazione» nel linguaggio comune, nell’informatica, nella fisica, nella statistica, nella semiotica e nella filosofia dell’informazione. La ricerca non pretende di individuare una definizione ontologica definitiva, ma propone di ricostruire gli usi dei concetti nei diversi contesti disciplinari e di valutarne la compatibilità con le esigenze del diritto. Questa ricostruzione richiede un approccio interdisciplinare, capace di evitare tanto il riduzionismo quanto la semplice giustapposizione di definizioni incompatibili.

Un ruolo centrale è attribuito alla riferibilità dei dati e delle informazioni alla realtà e, più precisamente, alla persona fisica. La definizione contenuta nell’art. 4 del GDPR qualifica come personale qualsiasi informazione riguardante una persona identificata o identificabile. L’apparente semplicità della formula nasconde però numerosi problemi applicativi. La riferibilità può essere indiretta, probabilistica o derivare dalla combinazione di dati che, isolatamente considerati, non consentirebbero l’identificazione dell’interessato.

Il problema emerge con particolare evidenza nel trattamento dei metadati, dei dati pseudonimizzati e dei dati aggregati. Informazioni apparentemente anonime o innocue possono essere combinate con altre fonti e utilizzate per formulare inferenze molto precise sulle condizioni sanitarie, sulle preferenze, sulle abitudini o sulle relazioni sociali di un individuo. Diventa così difficile distinguere nettamente tra informazioni certe e inferenze probabilistiche, poiché anche queste ultime possono incidere concretamente sui diritti e sulle opportunità delle persone.

Il contributo confronta questa difficoltà con le trasformazioni della nozione di informazione nella fisica e nella teoria dell’informazione. Nel paradigma della meccanica classica, l’informazione poteva essere concepita come una rappresentazione tendenzialmente fedele dello stato del mondo. La fisica contemporanea ha invece indebolito l’idea di una relazione semplice e immediata tra osservazione e realtà, attribuendo un ruolo crescente alla probabilità, al sistema di riferimento e all’interazione tra osservatore e fenomeno osservato.

La teoria matematica dell’informazione di Shannon ha prodotto un’ulteriore separazione tra informazione, significato e verità. L’informazione viene considerata come un contenuto trasmissibile e quantitativamente misurabile, indipendentemente dalla sua corrispondenza con un oggetto reale. Questa impostazione è utile per descrivere i sistemi di comunicazione, ma non risolve il problema giuridico della relazione tra un’informazione e la persona cui essa viene attribuita.

La parte conclusiva individua una zona grigia composta da inferenze generalizzate ma individualizzabili. Gli algoritmi impiegati nell’economia dei dati possono produrre nuove informazioni personali a partire da correlazioni, probabilità e combinazioni di dati inizialmente estranei alle categorie più protette. L’efficacia del diritto della protezione dei dati dipende quindi anche dalla sua capacità di disciplinare non soltanto singole informazioni già classificate come personali o sensibili, ma i trattamenti capaci di produrre conoscenze invasive sulle persone.

Abstract esteso redazionale elaborato per il sito.

Parole chiave: dato personale; informazione; protezione dei dati; GDPR; filosofia dell’informazione; teoria dell’informazione; riferibilità; inferenze algoritmiche; privacy.

Abstract

The notions of data and information often constitute a prerequisite and undisputed element of legal discourse. However, the scientific disciplines called upon to define them, from computer science to information theory, from the philosophy of information to physics, from statistics to semiotics, do not seem to converge on a single approach. In this context, the philosophical question of the traceability of data and information to reality appears central and has broad implications for data protection law. This contribution aims to define the essential elements of a possible interdisciplinary approach to the topic.

Original abstract.

Extended abstract

The article examines the notion of personal data by addressing a preliminary difficulty: data protection law depends on concepts such as data and information, which are widely used but lack stable and commonly accepted definitions. Legal definitions do not perform an exclusively descriptive function. They may also be stipulative, since they determine the scope of legal rules and establish which phenomena fall within the applicable regulatory framework.

The analysis distinguishes the different meanings assigned to the terms “data” and “information” in ordinary language, computer science, physics, statistics, semiotics, and the philosophy of information. It does not seek to establish a definitive ontological definition. Instead, it reconstructs the uses of these concepts across different disciplines and evaluates their compatibility with the requirements of legal regulation. This inquiry calls for an interdisciplinary approach capable of avoiding both reductionism and the mere accumulation of incompatible definitions.

Particular attention is devoted to the relationship between data, information, and reality, and especially to the connection between information and a natural person. Article 4 of the GDPR defines personal data as any information relating to an identified or identifiable natural person. The apparent simplicity of this formula conceals several practical difficulties. The relevant connection may be indirect or probabilistic, or may result from combining information that would not, if considered separately, identify the data subject.

This problem is especially evident in the processing of metadata, pseudonymised data, and aggregated data. Information that appears anonymous or harmless may be combined with other sources and used to infer highly precise details concerning an individual’s health, preferences, habits, movements, or social relationships. It therefore becomes difficult to draw a clear distinction between certain information and probabilistic inferences, since both may have concrete effects on a person’s rights and opportunities.

The article compares these difficulties with the changing concept of information in physics and information theory. Within classical mechanics, information could be understood as a potentially accurate representation of the state of the world. Contemporary physics has weakened the idea of a simple and immediate relationship between observation and reality, assigning a growing role to probability, reference systems, and the interaction between the observer and the observed phenomenon.

Shannon’s mathematical theory of information introduced a further separation between information, meaning, and truth. Information is treated as transmissible and quantitatively measurable content, independently of whether it corresponds to an object in the world. This approach is useful for describing communication systems, but it does not resolve the legal problem of determining when and how information relates to a particular person.

The concluding section identifies a grey area composed of generalised yet individualisable inferences. Algorithms used in the data economy may generate new personal information from correlations, probabilities, and combinations of data that did not initially fall within the most protected categories. The effectiveness of data protection law may therefore depend on its capacity to regulate not only individual pieces of information already classified as personal or sensitive, but also processing operations capable of producing intrusive knowledge about individuals.

Editorial extended abstract prepared for this website.

Keywords: personal data; information; data protection; GDPR; philosophy of information; information theory; traceability; algorithmic inferences; privacy.

2021 · Ciberspazio e Diritto · vol. 22 · n. 67 (1/2021) · pp. 23–40 · DOI 10.53148/1060 · ISSN 1591-9544