Pubblicazione / Publication
Il referendum ammissibile con risultato disarmonico: le reciproche implicazioni tra omicidio del consenziente, aiuto al suicidio e DAT
An Admissible Referendum with a Disharmonious Outcome: The Interrelationship between Consensual Homicide, Assisted Suicide, and Advance Healthcare Directives
Citazione italiana
F. Cirillo, Il referendum ammissibile con risultato disarmonico: le reciproche implicazioni tra omicidio del consenziente, aiuto al suicidio e DAT , in G. Brunelli, A. Pugiotto, P. Veronesi (a cura di), La via referendaria al fine vita. Ammissibilità e normativa di risulta del quesito sull’art. 579 c.p. , Forum di Quaderni Costituzionali Rassegna, 1, 2022, pp. 71–76.
Chicago style
Cirillo, Francesco. “Il referendum ammissibile con risultato disarmonico: le reciproche implicazioni tra omicidio del consenziente, aiuto al suicidio e DAT.” In La via referendaria al fine vita: Ammissibilità e normativa di risulta del quesito sull’art. 579 c.p. , edited by Giuditta Brunelli, Andrea Pugiotto, and Paolo Veronesi, 71–76. Forum di Quaderni Costituzionali Rassegna 1 (2022).
Abstract
Il contributo esamina l’ammissibilità del referendum abrogativo sull’art. 579 c.p., concentrandosi sulle conseguenze che un eventuale esito positivo avrebbe prodotto nei rapporti tra omicidio del consenziente, aiuto al suicidio e disposizioni anticipate di trattamento. L’analisi muove dal confronto tra la normativa di risulta e l’art. 580 c.p., come modificato dalla sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale.
L’abrogazione parziale dell’art. 579 c.p. avrebbe escluso generalmente la punibilità dell’omicidio del consenziente in presenza di un consenso validamente prestato, mantenendola nei confronti dei minori, delle persone incapaci o in condizioni di deficienza psichica e nei casi di consenso estorto o carpito. L’aiuto al suicidio sarebbe invece rimasto non punibile soltanto alle condizioni più restrittive individuate dalla Corte costituzionale. Ne sarebbe derivato il paradosso per cui, in alcuni casi, sarebbe stato penalmente meno rischioso cagionare direttamente la morte della persona che limitarsi ad agevolarne il suicidio.
Il lavoro distingue tuttavia la disarmonia sistematica dall’irragionevolezza costituzionale. Le condizioni stabilite dalla sentenza n. 242 del 2019 non avrebbero potuto essere estese per analogia all’omicidio del consenziente, poiché una simile operazione avrebbe ampliato in malam partem l’area della punibilità. L’eventuale irragionevolezza avrebbe potuto riguardare, piuttosto, il trattamento più severo previsto dall’art. 580 c.p. e avrebbe dovuto essere valutata in un successivo giudizio di legittimità costituzionale.
Secondo la tesi proposta, il giudizio di ammissibilità referendaria non può trasformarsi in un sindacato preventivo e completo sulla costituzionalità della normativa di risulta. Alla Corte può competere soltanto una verifica sommaria, diretta a escludere le violazioni più evidenti dei principi costituzionali. L’art. 579 c.p. non contiene inoltre una disciplina costituzionalmente vincolata o necessaria, ma esprime una delle possibili scelte nel bilanciamento tra protezione della vita e autodeterminazione individuale. La disciplina delle disposizioni anticipate di trattamento conferma, infine, che l’ordinamento già riconosce manifestazioni di volontà relative alle scelte di fine vita formulate anche al di fuori dell’immediato contesto terapeutico.
Abstract redazionale elaborato per il sito.
Parole chiave: referendum abrogativo; fine vita; omicidio del consenziente; aiuto al suicidio; disposizioni anticipate di trattamento; eutanasia; Corte costituzionale; normativa di risulta.
Abstract
The article examines the admissibility of the abrogative referendum concerning Article 579 of the Italian Criminal Code, focusing on the consequences that a successful vote would have produced for the relationship between consensual homicide, assisted suicide, and advance healthcare directives. The analysis compares the resulting legal framework with Article 580 of the Criminal Code, as modified by Judgment No. 242 of 2019 of the Italian Constitutional Court.
The partial repeal of Article 579 would have generally excluded criminal liability for consensual homicide where valid consent had been given, while preserving liability in cases involving minors, persons lacking mental capacity or experiencing psychological impairment, and consent obtained through coercion or deception. Assistance in suicide, however, would have remained exempt from punishment only under the more restrictive conditions established by the Constitutional Court. This would have generated the paradox that, in certain circumstances, directly causing a person’s death could have been less legally risky than merely assisting that person in committing suicide.
The article nevertheless distinguishes systemic disharmony from constitutional unreasonableness. The conditions established by Judgment No. 242 of 2019 could not have been extended by analogy to consensual homicide, since such an interpretation would have expanded criminal liability to the detriment of the defendant. Any possible unreasonableness would instead have concerned the harsher treatment imposed by Article 580 and could have been examined in subsequent constitutional review proceedings.
According to the argument developed in the article, referendum admissibility review cannot be transformed into a comprehensive form of preventive constitutional review of the resulting legislation. The Constitutional Court may perform only a limited assessment aimed at excluding the most manifest violations of constitutional principles. Article 579 does not contain constitutionally required or constitutionally predetermined rules, but reflects one possible legislative balance between the protection of life and individual self-determination. The rules governing advance healthcare directives further demonstrate that the Italian legal order already recognises declarations concerning end-of-life choices made outside an immediate therapeutic context.
Editorial abstract prepared for this website.
Keywords: abrogative referendum; end-of-life decisions; consensual homicide; assisted suicide; advance healthcare directives; euthanasia; Constitutional Court; resulting legislation.