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Pubblicazione / Publication

Il fondamento costituzionale dei neurodiritti

ENGLISH TITLE

The Constitutional Foundation of Neurorights


Citazione italiana

F. Cirillo, Il fondamento costituzionale dei neurodiritti, in La Rivista Gruppo di Pisa, Quaderno n. 3, 2021, pp. 107–121.

Chicago style

Cirillo, Francesco. “Il fondamento costituzionale dei neurodiritti.” La Rivista Gruppo di Pisa, Quaderno 3 (2021): 107–121.

Abstract

Il contributo esamina la possibilità di ricostruire un fondamento costituzionale dei neurodiritti a partire dalle trasformazioni prodotte dalle neuroscienze e dalle neurotecnologie. Muovendo dal rapporto tra libertà e condizionamento psichico, l’analisi evidenzia come le nuove capacità di osservare, misurare, prevedere e influenzare i processi cognitivi rendano meno adeguata una tutela limitata ai tradizionali stati eccezionali di debolezza. La vulnerabilità rispetto alle interferenze cognitive tende, infatti, a presentarsi come una condizione potenzialmente generale.

Il lavoro considera diverse applicazioni delle neurotecnologie, tra cui il brain imaging, il brain monitoring, la neurofarmacologia, il neuropotenziamento, il neuromarketing e le tecniche psicometriche. Esamina quindi la protezione dei dati neurali nel quadro del Regolamento generale sulla protezione dei dati. Alcuni dati neurali possono già essere ricondotti alle categorie particolari previste dal GDPR, in particolare quando rivelano informazioni sanitarie, biometriche, sessuali, genetiche, politiche o religiose. Altri dati, nonostante la loro capacità di fornire informazioni intime sulla persona, rimangono invece assoggettati al regime ordinario dei dati personali.

In questa prospettiva, i neurodiritti non sono necessariamente configurati come diritti interamente nuovi, ma possono essere ricostruiti come sviluppi delle libertà e delle garanzie già riconosciute dall’ordinamento costituzionale. Una posizione centrale è attribuita alla neuroprivacy, intesa come tutela dell’intimità mentale e dell’autonomia dei processi cognitivi. Il consenso dell’interessato, tuttavia, non appare da solo sufficiente a governare i rischi delle tecniche più invasive. La protezione richiede anche un’applicazione rigorosa dei principi di limitazione delle finalità, minimizzazione, sicurezza, protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita.

Il contributo conclude prospettando un modello regolatorio nel quale legislazione, attività delle autorità di controllo, norme tecniche, soft law e autoregolamentazione concorrano alla protezione della riservatezza e dell’autonomia cognitiva. Le neuroscienze assumono così una posizione ambivalente: producono nuove possibilità di interferenza nella mente, ma possono anche fornire gli strumenti necessari per misurarne l’intensità e predisporre garanzie più adeguate.

Abstract redazionale elaborato per il sito.

Parole chiave: neurodiritti; neuroprivacy; dati neurali; neurotecnologie; neuroscienze; GDPR; libertà cognitiva; protezione dei dati.

Abstract

The article examines whether a constitutional foundation for neurorights can be reconstructed in response to the transformations brought about by neuroscience and neurotechnology. Starting from the relationship between freedom and psychological conditioning, it argues that the emerging capacity to observe, measure, predict, and influence cognitive processes makes a system of protection confined to exceptional conditions of vulnerability increasingly inadequate. Vulnerability to cognitive interference may instead become a potentially general human condition.

The analysis considers several applications of neurotechnology, including brain imaging, brain monitoring, neuropharmacology, cognitive enhancement, neuromarketing, and psychometric techniques. It then examines the protection of neural data under the General Data Protection Regulation. Some neural data may already fall within the special categories established by the GDPR, particularly when they reveal information concerning health, biometrics, sexuality, genetics, political opinions, or religious beliefs. Other data remain subject to the ordinary regime governing personal data, despite their capacity to disclose intimate information about an individual.

From this perspective, neurorights need not be understood as entirely new rights. They may instead be reconstructed as developments of freedoms and safeguards already recognised by the constitutional order. A central role is assigned to neuroprivacy, understood as the protection of mental intimacy and the autonomy of cognitive processes. The data subject’s consent, however, does not appear sufficient on its own to address the risks created by the most invasive technologies. Protection also requires a rigorous application of purpose limitation, data minimisation, security, data protection by design, and data protection by default.

The article ultimately outlines a regulatory framework in which legislation, supervisory authorities, technical standards, soft law, and self-regulation contribute to the protection of cognitive autonomy and mental privacy. Neuroscience therefore occupies an ambivalent position: it creates new possibilities for interference with the mind, while also providing tools for measuring such interference and designing more appropriate safeguards.

Editorial abstract prepared for this website.

Keywords: neurorights; neuroprivacy; neural data; neurotechnology; neuroscience; GDPR; cognitive liberty; data protection.

19 novembre 2021 · La Rivista Gruppo di Pisa · Quaderno monografico n. 3 · pp. 107–121 · ISSN 2039-8026